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"Ho rifatto il punto G. Ora il piacere è tutto mio"
La vita sessuale di Alessia è cambiata a giugno quando ha deciso di ritoccare il suo punto G. A 42 anni e con un figlio di sei, si è lasciata con il marito e ha trovato un nuovo compagno di due anni più giovane. Ma, stanca di fingere e di simulare orgasmi, ha iniziato a cercare su internet una soluzione al suo problema: non riuscire a provare piacere durante un rapporto sessuale.
“Ho scoperto che il punto G esiste – racconta la donna – e che un medico, il dottor David Matlock del Laser Vaginal Rejuvenation Institute di Los Angeles, ha ideato la G-Spot Amplification, una tecnica che consente di ritoccarlo, migliorando la qualità del rapporto sessuale”. C’è chi si fa la plastica al seno, chi elimina le proprie rughe e anche chi vuole provare più soddisfazioni sotto le lenzuola grazie a un piccolo ‘lifting’ al punto G. E per farlo non esista a regalarsi qualche mese di piacere garantito.
Una decisione difficile. “È stata una mia scelta, non ne ho discusso con il mio nuovo compagno – continua Alessia –, gli ho raccontato tutto dopo l’intervento. Ma non è stato facile intraprendere questa strada. L’imbarazzo è molto se pensi che stai cercando un medico perché non riesci a provare piacere durante un rapporto. Ma ho preso la decisione e ho cercato sul sito del dottor Matlook i medici abilitati in Italia per fare questa operazione”. Alessia ha così incontrato Alessandro Littara, andrologo e sessuologo, e lo specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica Gianfranco Bernabei dell'Istituto italiano di laser-chirurgia sessuale di Milano.
L’intervento al punto G. È bastata una piccola iniezione di una sostanza anallergica e completamente riassorbibile appena sopra il punto G. “Una zona individuabile almeno nell’80 per cento delle donne – racconta Littara – situata nella mucosa della parte anteriore della vagina, a circa tre centimetri dal suo ingresso”. In pratica si applica un filler riempitivo a base di acido ialuronico o collagene, che iniettato dal chirurgo grazie a uno speciale strumento messo a punto negli Stati Uniti promette di rendere il punto G più pronunciato e dunque individuabile. “In poche parole – continua Littara – questo piccolo intervento ‘gonfia’ il punto G, consentendo una maggiore stimolazione durante il rapporto sessuale e anche sensazioni più intense”.
E adesso Alessia, grazie a questo piccolo aiuto, racconta di aver acquistato maggiore sensibilità, più sicurezza in se stessa e di vivere la sua storia d’amore senza la paura di non raggiungere l’orgasmo. Come lei anche altre 25 donne hanno sperimentato la tecnica. “L’intervento dura circa un minuto – spiega Littara – mentre la fase preparatoria non più di mezz’ora. Si utilizza un ago sottilissimo e il più delle volte si interviene senza anestesia”. Nessuna controindicazione a parte che l’effetto svanisce in sei mesi, il filler infatti è riassorbibile e dunque l’operazione va ripetuta. E anche il prezzo scoraggia: regalarsi il piacere costa caro e servono 1.200 euro e nel 25 per cento dei casi l’intervento non funziona. Ma Alessia è sicura di reinvestire i suoi soldi. “Siamo abituati a subire il rapporto, sembriamo condannate a provare piacere solo una volta ogni tanto. Bisogna sfatare questo tabù e non avere timore a dire che anche noi donne vogliamo vivere serenamente la nostra vita sessuale”.
Un piacere è ancora per poche. Secondo le stime, continua a raccontare il dottor Littara, l’80% delle donne raggiunge il piacere attraverso la stimolazione ‘esterna’, ovvero per via clitoridea. Soltanto il 20% raggiunge l’orgasmo per via interna. E il successo che la G-Spot Amplification ha avuto negli sette mesi sembra confermare il dato. “All’Istituto italiano di laser-chirurgia sessuale per lui e per lei di Milano abbiamo eseguito circa 25 interventi di questo tipo. Ma negli ultimi tre mesi abbiamo ricevuto circa 200 mail di richiesta”. Insomma sembra proprio che anche le donne abbiano voglia di regalarsi il piacere, rivitalizzando così la propria vita sessuale così come ha fatto Alessia.
28 Agosto 2008
giovedì 28 agosto 2008
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